Blatter ha parlato con Marwan Bishara, reporter di Al Jazeera, affrontando una serie di questioni controverse, quali ad esempio il prossimo campionato UEFA U21 in Israele, l'impedimento ai giocatori di muoversi dai territori dell'Autorità, e l'approvazione di norme per impedie il traffico di giovani calciatori minorenni. Nell'intervista i commenti sulla MLS erano solo un'appendice, ma proprio per il contesto in cui sono stati fatti lasciano a dir poco stupefatti. Ecco le parole di Blatter:
“Il problema con gli Stati Uniti è un po' diverso. Il soccer, come chiamano il football lì, è il gioco più popolare tra i giovani, più del football americano e del baseball. Ma non c'è una vera, forte, lega professionistica, c'è solo la MLS. Non hanno una lega professionistica riconosciuta come tale dalla società americana. E' una questione di tempo, pensavo quando organizzammo i Mondiali del 1994. Ma sono passati 18 anni, e l'obiettivo dovrebbe essere stato raggiunto, mentre invece hanno ancora dei problemi”.
Per chi ha tempo di guardarsi l'intera intervista, Blatter definisce la FIFA un ente no-profit (sic!), dichiara che l'organizzazione che guida non tollera il razzismo e si arroga il merito del boom del calcio femminile.
Non è la prima volta che Blatter se la prende con la MLS. Già inpassato il presidente svizzero della FIFA aveva attaccato la lega USA sulla questione del calendario. La MLS infatti gioca da febbraio a novembre, sia per problemi di clima al nord che per evitare la coincidenza con la stagione NFL, cui i network televisivi danno inevitabilmente preferenza. Un problema questo degli stadi che era in passato più diffuso, ma che anche oggi vede ancora due squadre (Seattle Sounders e New England Revolution) condividere il proprio stadio con la squadra di football locale.
Certo poi ci sono altri aspetti che limitano la crescita della lega, a cominciare dal salary cap, - a parte i mega investimenti di LA Galaxy, NY Red Bulls e Seattle - che chiaramente impedisce di attrarre talenti dall'estero e spinge i migliori a volare verso l'Europa. D'altra parte è vero che il modello messo in piedi dai dirigenti MLS, con in testa il presidente Mark Abbott, insieme all'attuale CEO dell'Arsenal Ivan Gazidis e al commissioner Don Garber - ha assicurato alla lega una crescita continua in questi anni, e nel 2014 saranno 18 squadre (su 19) a giocare in uno stadio di proprietà, cui si aggiunge una media presenze allo stadio che da due anni è superiore a quella di NBA e NHL.
E po ci sono i settori giovanili delle squadre, prima volta nella storia del calcio USA, una Nazionale sempre qualificatasi ai Mondiali dal 1990, tanti giovani in crescita in Europa. Sicuramente un paese grande e ricco come gli USA potrebbe fare meglio, ma accusare la MLS di scarsa legittimità dopo soli 17 anni di vita, quando le altre leghe americane esistono da 50 e più anni, non solo è errato, ma anche stupido.
La MLS non ha risposto alle affermazioni di Blatter, come anche la USSF, la federazione americana, che in realtà dovrebbe spiegare perché ha appoggiato Blatter ad ogni elezione presidenziale FIFA.






























